Belgora

Belgora

Nel mappale del catasto teresiano riportato dal libro sopraccitato è segnalata la “Cassina Belgora”, posta al bivio tra l’antica strada per Cabiate a mo’ di sentiero tra i boschi che sfociava nella zona Bregoglio a ridosso della antica parrocchiale del paese limitrofo e la strada campestre che portava verso la collina (strada consolare del Campaccio), oggi rettificata con la via Conte Ugo di Carpegna. La cascina era dislocata in fondo all’attuale maneggio. Ancora oggi è possibile notare i1 dislivello dell’asfalto lungo la via Cremona prima dell’incrocio con la via Pavia, sede del profondo pozzo che riforniva di acqua il cascinale. 

Essa era di proprietà della facoltosa famiglia De Capitani che a Meda amministrava ben 2232 pertiche milanesi di terreno e un cospicuo patrimonio di case e cascine. Nel r 805, spinti dalla paura di vedersi confiscare l’ingente latifondo dal governo napoleonico, vendettero il tutto ai Medici di Sereno, a cui subentrarono nel 1826 i Brivio Sforza. I nuovi signori abbatterono la vecchia cascina Belgora per ricostruirla più avanti nell’attuale posizione, dislocata sulla nuova via per Cabiate. Per quanto riguarda la morfologia del territorio ci basiamo sulla lettura dello stesso mappale disponibile a riproduzione naturale in biblioteca Attraverso Fuso del colore e la didascalia conosciamo la coltivazione di quel terreno. Deduciamo che la cascina Belgora era posta a ridosso della collina ricoperta di vigneti e di alberi da frutta. Compito dei contadini della cascina era quello di coltivare i vitigni trasportare grappoli di’ uva in cascina per pigiarli e fare il mosto e porlo nei tini per ricavarne il vino. Anche a Meda come in Brianza, durante il Settecento, la viticoltura era un’attività agricola apprezzata. I1 terzo aspetto della ricerca si incanala lungo il percorso dello studio filologico. Nella parlata lombarda assistiamo a fenomeni di scambio o di rotazione tra alcune consonanti: per esempio palla=bala; pecora=bera. Come si nota la P scompare per lasciare il posto alla B. Egualmente la consonante L allo stesso modo lascia spazio alla R e viceversa: gola= gura; vola=sgura; Calendimaggio=Carenmacc. Seguendo questa logica tipica di ogni lingua viva, sempre in movimento, proviamo a riscrivere la parola Belgora e vedremo che si trasformerà in Pergola dal sostantivo latino “pergula” origine dell’ attuale pronuncia dialettale di Belgura che significa impalcatura a sostegno delle viti che formano il pergolato. Tirando le somme possiamo affermare che l’antica cascina Pergola era cosi denominata per la sua caratteristica destinazione d’uso. Una attività che passerà in secondo piano sin a scomparire nell’Ottocento con la costruzione dell’attuale fabbricato.

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